IL RATTO

Non avevo programmato di diventare un Ratto.
È successo strada facendo.

Napodano dal vivo, seduto con ukulele davanti al pianoforte e rivolto verso il pubblico

2014 — LE PRIME CANZONI

Mi trasferisco in Belgio e comincio a sentire il bisogno di mettere insieme due cose che fino a quel momento erano rimaste separate: le frasi che scrivevo e la musica.

Nascono le prime canzoni e le prime registrazioni.

Niente di che. Ma mi rendevano felice, e tanto bastava.

2017 — PRIMA DELLA CANZONE C'ERA UN RATTO

Avevo adottato i miei primi ratti e avevo cominciato a osservarli.

Alcuni loro comportamenti diventano frasi. Le frasi cominciano ad avere senso. Senza saperlo, stavo mettendo insieme i primi pezzi di quella che sarebbe diventata Storia di un Ratto.

Il Ratto, insomma, è arrivato prima della canzone.

2018 — STORIA DI UN RATTO

Quelle frasi diventano finalmente una canzone.

Ne nascono due versioni. Una è già vicina alla Storia di un Ratto che suono ancora oggi. L’altra viene registrata per il mio primo album, Sarà la libertà, che uscirà nel 2019.

Quella versione, però, non l’ho mai portata dal vivo.

Oggi considero quel primo disco un esordio ancora poco “mio”, musicalmente e anche nella scrittura.

Ma da qualche parte bisognava pur cominciare.

Copertina di Storia di un Ratto

2019 — IMPARARE A SCRIVERE

Esce Sarà la libertà.

Nel frattempo Storia di un Ratto — nella forma in cui cominciavo davvero a riconoscermi — viene scelta per Non è mica…, a Roma: il mio primo contest nazionale.

Ogni mese arriva una breve traccia proposta da scrittori, autori o giornalisti. Bisogna partire da quelle poche righe e trasformarle in una canzone.

Scrivere a comando, seguire una traccia, trovare qualcosa di mio dentro le parole di qualcun altro: senza rendermene conto, stavo imparando molto del mestiere che avrei continuato a fare negli anni successivi.

Intanto arrivano persone, consensi, inviti e nuove occasioni. Sembra che qualcosa stia finalmente partendo.

“La mia fede si regge in equilibrio come un neonato su un monociclo.”

2020 — POI SI CHIUDE TUTTO

Arriva il Covid.

Chiudono i locali, spariscono i concerti e si fermano quasi tutte le possibilità che avevano appena cominciato ad aprirsi.

Io rimango a casa. E continuo a scrivere.

Fra le canzoni registrate in quel periodo nasce anche A lei e famiglia, il primo capitolo di quella che diventerà la mia trilogia del Natale.

2022 — A BASSA FEDELTÀ

Sette delle canzoni nate durante i confinamenti diventano A bassa fedeltà.

Un disco fatto in casa, inevitabilmente.

Dentro c’è anche Sono un fantasma.

All’epoca non potevo ancora saperlo, ma sarebbe diventata la canzone con cui, qualche anno dopo, avrei chiuso i miei concerti.

GIUGNO 2022 — LA MUSICA È LAVORO

I locali ricominciano ad aprire. Tornano festival, concorsi e occasioni per suonare.

In primavera mando Storia di un Ratto a La Musica è Lavoro, il contest organizzato da Radio Flyweb per CISL Emilia-Romagna.

A giugno scopro di aver vinto. A ottobre mi invitano per la prima volta al MEI di Faenza.

Mi diverto. Mi gaso.
E da lì non mi fermo più.

2023 — IL RATTO ARRIVA AL BERTOLI

Su consiglio di un amico iscrivo ancora una volta Storia di un Ratto a un concorso: il Premio Pierangelo Bertoli.

A luglio siamo 24 semifinalisti. Alla finale ne arrivano otto e io sono uno di loro.

A novembre salgo sul palco del Teatro Storchi di Modena.

Storia di un Ratto riceve la Targa ACEP-UNEMIA, accompagnata da un premio di 1.500 euro.

Quel Ratto nato qualche anno prima osservando degli animaletti in casa aveva ormai preso una strada tutta sua.

2024 — NON CI SONO + I CANTAUTORI

L’anno comincia a Liegi, al Festival della Canzone Italiana in Belgio, dove Storia di un Ratto sale ancora sul podio.

Radio Flyweb mi richiama per il decennale de La Musica è Lavoro.

Nel frattempo termino il mio terzo album: Non ci sono + i cantautori.

Tutto acustico, cantato in maniera intima.

È il primo disco nel quale sento di riconoscermi davvero fino in fondo.

2024–2025 — IMPARARE IL PALCO

Nel frattempo continuo a suonare.

Da solo, con altri musicisti, con formazioni diverse. Cerco di capire cosa funziona, cosa mi appartiene e cosa succede alle canzoni quando davanti non hanno più un microfono da studio ma delle persone.

Il lavoro con un’agenzia di booking mi porta sui palchi in apertura a Meganoidi, Morgan, Pierpaolo Capovilla, Massimo Zamboni, Tricarico e altri, oltre a festival e serate in giro per l’Italia.

È soprattutto lì che capisco una cosa:

dal vivo succede tutto il resto.

2025 — QUANDO CADE UN DENTE

Dal disco precedente arriva Quando cade un dente.

A febbraio viene selezionata tra i finalisti del Sasinae Festival e vince il primo premio nella categoria cantautori.

A luglio la canto a Porto Cesareo accompagnato da un’orchestra.

Quella vittoria mi riporta ancora una volta al MEI.

2025 — IL RATTO FINISCE IN LIBRERIA

Nel frattempo storie, pensieri e idee che continuavano ad accumularsi trovano un altro posto dove stare.

Nasce il mio primo libro: Memorie di un Ratto.

Lo chiamo il mio “prontuario delle catastrofi emotive umane”.

È autoprodotto. Comincia a circolare, arrivano recensioni e, ai concerti, finisce persino per vendere più degli altri oggetti che porto con me.

Il Ratto, evidentemente, aveva imparato anche a stare sulla carta.

Copertina del libro Memorie di un Ratto di Napodano

2025 — STORIE DI UNA SERA… CON POCA GENTE

Arriva anche il quarto album, Storie di una sera… con poca gente.

Prosegue il percorso acustico e intimo iniziato con Non ci sono + i cantautori. In alcuni momenti sembra quasi la sua continuazione.

Ormai non sto più cercando come dovrebbero suonare le mie canzoni.

Comincio a sapere come voglio che suonino.

OTTOBRE 2025 — UNA DOMANDA

Durante una serata al MEI, gli amici di Radio Flyweb e CISL mi lanciano un’idea:

“Perché non scrivi qualcosa che parli degli artisti e dei loro problemi?”

Magari con l’appoggio della CISL.

Me la porto a casa. E comincio a scrivere.

DICEMBRE 2025 — UN NUMERO DI TELEFONO

La prima bozza di La musica è lavoro? è quasi finita.

Avviso gli amici della CISL e scrivo a Giordano Sangiorgi del MEI per chiedergli consiglio e appoggio.

L’idea gli interessa. Mi passa il contatto di Renato Marengo.

Gli mando il materiale. Parliamo qualche volta al telefono. Il libro interessa a lui e all’editore.

Decidiamo di incontrarci a Roma.

2026 — ROMA

Dovevamo parlare di un libro.

Parliamo anche di me.

Renato si incuriosisce, decide di ascoltare le mie canzoni e, quello stesso giorno, mi propone di diventare il mio produttore artistico.

E il progetto cambia dimensione.

Da quell’incontro comincia una nuova fase: non più soltanto una successione di canzoni, concerti e occasioni, ma un lavoro costruito intorno all’identità dell’artista.

2026 — LA MUSICA È LAVORO?

Il libro nato da quella domanda fatta mesi prima al MEI diventa finalmente reale.

La musica è lavoro? esce con le prefazioni di Renato Marengo, Giordano Sangiorgi e Francesco Marinelli (segretario generale CISL Emilia-Romagna).

Cominciano le presentazioni: Eufonica, Libreria ELI a Roma, Napule’s Power a Napoli, Montescaglioso e le altre tappe.

Sul palco ormai convivono naturalmente le due cose da cui era cominciato tutto:

le parole e la musica.

Napodano durante la presentazione di La musica è lavoro? a Eufonica

ESTATE 2026 — LE PAROLE, ANCORA

Arrivano due nuove finali: Botteghe d’Autore e il Premio Anacapri Bruno Lauzi.

Ad Anacapri una canzone ancora inedita riceve il Premio Lauzi per il miglior testo.

Una canzone che deve ancora uscire.

Il che mi sembra un modo piuttosto appropriato per arrivare alla fine di questa storia.

O forse all’inizio della prossima.

IL RATTO NON È ARRIVATO. STA ANDANDO.

Dove, fortunatamente, non lo so ancora.

“A volte l'imprevisto diventa un errore e l'errore, si sa, o si corregge, o si cancella o si chiama diversità.”